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Report vendite dal gestionale senza Excel manuale

Se ogni giorno qualcuno esporta dal gestionale, incolla in Excel e rifà gli stessi fogli, quel lavoro si può azzerare: i dati vanno letti direttamente dal gestionale e mostrati in una dashboard che si aggiorna da sola. In una media azienda alimentare erano 6 ore al giorno.

Autore
Xhoel Tuka, perito informatico, 8 anni di esperienza
Pubblicata
Basata su
un progetto di controllo di gestione automatico in una media azienda alimentare, seguito in prima persona; i numeri sono quelli misurati in quel progetto

Come si riconosce il problema

I sintomi sono sempre gli stessi. I numeri arrivano in ritardo: il report di lunedì è pronto mercoledì. Esistono tre versioni dello stesso foglio e nessuno sa quale è giusta. Una persona sola sa come si fa, e quando è in ferie i numeri non ci sono. E il titolare, per una domanda semplice ("come sta andando quel cliente?"), aspetta un giorno.

Il caso: da 6 ore al giorno a zero

In una media azienda alimentare il controllo di gestione funzionava così: ogni giorno una persona esportava i dati dal gestionale, li elaborava in Excel e li valutava. Circa 6 ore al giorno, tutti i giorni.

Il lavoro è stato collegare il gestionale a una dashboard automatica, aggiornata ogni giorno, con vendite, fatturato e margini. Poi l’AI dentro i dati: segnala gli scostamenti e risponde alle domande sui numeri in linguaggio normale. Strumenti: modelli AI, n8n e una piattaforma in codice su misura.

Risultato: le 6 ore al giorno non servono più, circa 30 ore a settimana restituite all’azienda (6 ore per 5 giorni lavorativi). I dati sono sotto controllo ogni mattina, uguali per tutti.

I cinque passaggi

  1. Accesso ai dati. Il gestionale deve farli leggere: con un export programmato, con l’accesso al database o con un’API. Uno dei tre c’è quasi sempre; quale, lo si verifica prima di tutto.
  2. Gli indicatori, con chi li usa. Non "tutti i dati": i cinque o dieci numeri che il titolare guarda davvero. Vendite per cliente, per prodotto, per agente; fatturato; margini; incassi.
  3. La dashboard, e il confronto. Si costruisce e si confronta con i fogli fatti a mano, finché i numeri tornano. È il passaggio che crea fiducia: se il primo giorno un numero è diverso da quello di prima, nessuno la userà.
  4. L’AI dentro i dati. Alert quando un valore esce dal normale; domande in linguaggio naturale; commento automatico ai numeri del giorno.
  5. Viste per persona. Un reparto vede i suoi numeri, l’amministrazione i suoi, il titolare tutto. Stessa dashboard, viste diverse.

Gli errori che vedo più spesso

  • Partire dalla grafica. Una dashboard bella con numeri che non tornano dura una settimana. Prima i numeri, poi i colori.
  • Mettere tutto. Cinquanta grafici non li guarda nessuno. Dieci numeri giusti sì.
  • Fidarsi dei dati sporchi. Clienti doppi, codici prodotto vecchi, resi registrati male: la dashboard li mostra, non li nasconde. A volte il primo risultato del progetto è pulire l’anagrafica.
  • Nessun proprietario. Qualcuno in azienda deve essere il riferimento dei numeri: chi aggiunge un indicatore, chi decide che un dato è giusto.

E l’Excel?

Resta, per le analisi una tantum: Excel è ottimo per ragionare su un problema nuovo. Quello che sparisce è il lavoro di rifare ogni giorno lo stesso foglio. Se vuoi capire se da voi si può fare, è il servizio Report e dashboard automatici.

Hai un processo simile?

Scrivimi: ti dico in poche righe se e come si può fare da voi.